capoeira aiuta i bambini nel recupero psico-socialeNel 2009 l’UNICEF aiuta Terres des Hommes Italia a finanziare un progetto per il recupero psico-sociale dei bambini palestinesi che sono fuggiti dal conflitto in Iraq.

Patrizia Giffoni, consulente psico-sociale per il progetto di AL-TANF CAMP (Repubblica araba siriana), ha dichiarato che dopo vari sperimenti ed attività ricreative, la capoeira è stata quella che si è dimostrata più completa ed efficacie.

L’UNICEF ha impiegato una squadra di 20 giovani volontari reclutati tra i rifugiati e seguiti dal coordinatore di progetto Mohammed Nayef mentre le attività di capoeira di al-Tanf sono state affidate al gruppo CapoeirArab, un’associazione siriana che ha formato circa 2.500 bambini e giovani, molti dei quali provenienti da ambienti sociali difficili.

Nella Capoeira la lotta viene vista come un gioco e il contatto fisico è pressoché inesistente, questo ha permesso che i bambini potessero esprimere la loro rabbia in modo sano e costruttivo. La Capoeira infatti ha coinvolto i bambini in attività come la danza, la musica e il canto insegnando ritmi afro-brasiliani e tenendoli uniti in gruppo.

La Capoeira non si è limitata a coinvolgere solo i ragazzi ma anche i loro genitori e nonni che seguono i bambini durante le loro attività cantando e battendo le mani.

La Capoeira ha aiutato il campo di al-Tanf a rimanere unito e positivo durante alcuni incendi verificatisi all’interno dello stesso.

Noi del Gruppo Karkarà non possiamo che essere d’accordo con la scelta fatta dall’UNICEF e ricordare che la capoeira è nata tra gli schiavi africani in Brasile principalmente come forma di espressione e aggregazione.

E voi che ne pensate ?

 

Rif: http://www.unicef.org/infobycountry/syria_51283.html