Secondo fonti autorevoli come il Professor Shaman Gramado-RS, la Capoeira Angola è stato il primo ad emergere tra i due stili di Capoeira più famosi.

La Capoeira Angola diede quindi vita ad un certo senso a tutto ciò cui oggi si riferisce alla Capoeira.

Divulgatore, sostenitore e grande Mestre di questo stile fu Vicente Joaquim Ferreira Pastinha (1889- 1981) chiamato affettuosamente dai suoi allievi Mestre Pastinha e conosciuto in tutto il mondo con questo nome.

Al contrario della Capoeira Regional, lo stile Angola ha radici molto più antiche e la differenza di fondo  è che chi pratica Angola ha uno stile  più sciolto, giocoso e allegro.

I suoi praticanti indossano abiti tradizionali come pantaloni neri e camicia gialla oppure in particolari giorni o eventi abiti di festa sempre insieme ad un cappello.

Gli strumenti impiegati sono quelli del berimbau, della conga, del tamburello, dell’Agogo e del reco-reco.

I berimbaus che vengono suonati durante il gioco sono tipicamente ornati con nastri e dipinti con vari colori, il suono è più strisciante e richiama la Mandinga e l’elasticità del Capoeira che in questo gioco è solito adoperare inganni e colpi a sorpresa.

Pastinha diceva “…. Capoeirista non è colui che sa muovere il corpo, ma colui che lascia il suo corpo muoversi tramite l’anima.”

Capoeira Regional

Al contrario, la Capoeira Regional, più moderna rispetto allo stile Angola, fu creata da Mestre Bimba ed è un gioco più veloce, spesso marcato dal ritmo di São Bento Grande.

Diversamente dallo stile Angola, i Capoeiristi non si toccano se non per cercare di colpirsi impiegando colpi che tentano disequilibrare l’avversario.

Mestre Bimba non portò nella Capoeira Regional tutti gli strumenti musicali che venivano impiegati nell’Angola e decise che gli strumenti base che dovevano essere suonati fossero quelli del Berimbau e del pandeiro.

Per l’esattezza, anticamente, il gioco poteva essere dettato da un Berimbau e due Pandeiros.

I Berimbaus impiegati potevano essere di 3 tipi: il Gunga, il Medio e la Viola che producono rispettivamente un suono Grave, Intermedio e Acuto.

Il Gunga, generalmente il più grande dei tre, viene spesso considerato strumento “sacro”, infatti può essere suonato solo da un musicista particolarmente importante (per esempio un maestro) o da chi ne riceva il permesso dal maestro.

Donne, bambini, giovani e meno giovani, danzano simulando situazioni di attacco e difesa, con leggerezza di movimento e rapidità d’azione e schiva.