La Capoeira è una combinazione di danza, lotta e gioco praticata al suono di strumenti musicali come il berimbau, il pandeiro e la conga e dove chi partecipa anche solo assistendo, batte le mani e canta.

La Capoeira è un arte marziale brasiliana, ed è stata sviluppata dagli schiavi Bantu dell’Angola durante il Brasile coloniale soprattutto a Bahia, Pernambuco e Rio de Janeiro.

Oggi la Capoeira è praticata in 50 paesi e in più di 30.000 palestre e si stima che circa 2,8 milioni di brasiliani sono entrati nella ruota almeno una volta per giocare.

Il “boom” della capoeira si è avuto nel 1995, quando fu riconosciuta come uno sport dal Comitato Olimpico Brasiliano e molti dei suoi sostenitori oggi si danno da fare per un posto durante i Giochi Olimpici.

Secondo gli antropologi e gli storici è molto probabile che la capoeira sia derivata dal rituale N’Golo, conosciuto come la danza della zebra, che consisteva nel dare testate, calci e schivate, un confronto fisico fatto per festeggiare la caccia e per vedere quale tra i giovani maschi era degno di stare con la ragazza pronta a sposarsi.

In Brasile, fuori dal loro contesto nativo, la danza N’Golo veniva praticata dagli schiavi come un divertimento durante la domenica e i giorni festivi.

Nel corso del tempo, la pratica si sarebbe trasformata in esibizioni di abilità, destrezza e leggerezza di movimento, arrivando al gioco di attacco e difesa che oggi è chiamato Capoeira.

Da questo punto di vista, si può dire che gli schiavi brasiliani furono come mentori della Capoeira che appresero questa arte con grande spavalderia, astuzia e malizia, incrociando vari aspetti della loro cultura come la danza Cujuinha, Uianga, Cuissamba che è ancora praticata in Africa.

Tuttavia, nessun africano nel suo paese, oggi gioca la Capoeira.

Il termine Capoeira è di origine Tupi, che significa “erba tagliata” (CAA-puera) e divenne ben presto sinonimo di lotta e danza.

Gli schiavi neri in fuga dai loro padroni giocavano capoeira in mezzo ai campi durante la fuga. Non solo, la Capoeira veniva praticata giornalmente durante i loro lavori nei campi sia come forma di lotta per migliorare la loro autodifesa che come forma di aggregazione e divertimento.

In questi luoghi si addestravano a usare i loro colpi e affrontavano coraggiosamente cattivi padroni e capitani di polizia con diversi colpi di pugni e calci, sconfiggendoli.

Quando i Padroni tornavano alla fattoria, erano soliti dire “….. fomos pego na capoeira!” ovvero “siamo stati coinvolti in una lotta di capoeira”.

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